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POZZUOLI è il centro attualmente più importante dell'area, fu fondata nel 530 a.C. da un gruppo di esuli aristocratici provenienti dall'isola di Samo, i quali diedero alla città il nome di Dikaiàrcheia "governo giusto" in contrapposizione al governo della madrepatria dominata dal tiranno Policrate.
Nel 194 a.C. divenne "Colonia Civium Romanorum" e il nome greco di Dicearchia fu cambiato in quello Romano di Puteoli (dal latino "puteus" = pozzo), probabilmente per la presenza delle numerose sorgenti termominerali nella zona.
Incominciò da questo momento la straordinaria fortuna della città, che nel giro di pochi decenni divenne uno dei principali porti del Mediterraneo, scalo di tutto il traffico marittimo tra l'Oriente e Roma.
L'opulenza di Puteoli è testimoniata dal gran numero di edifici pubblici e privati di cui ancora oggi ammiriamo i grandiosi avanzi.

Le imponenti strutture portuali che oggi si trovano sott'acqua per effetto del bradisismo discendente, i due anfiteatri (è l'unica città al mondo a possedere due anfiteatri romani e quello maggiore è il terzo d'Italia per capienza dopo Roma e Capua), gli imponenti complessi termali, il tempio di età Augustea, il monumentale foro, gli acquedotti, i ninfei, le necropoli, lo stadio, il mercato dei commestibili (il cosiddetto "tempio di serapide"), le strade ancora intatte, sono un chiaro segno della ricchezza di questa città. Il vero declino di Puteoli avvenne solamente nel V secolo, come conseguenza non solo della crisi generale dell'impero, ma anche del bradisismo discendente che sommerse inesorabilmente le sue opere portuali e la vita di Pozzuoli fu relegata sul "castrum" (il "Rione Terra", l'acropoli).

A cominciare dal Seicento e fino alla prima metà dell'Ottocento, Pozzuoli fu una tappa obbligatoria del Grand Tour (viaggio istruttivo e di svago che gli aristocratici inglesi, tedeschi e francesi compivano soprattutto in Italia e Francia), valorizzando, come ai nostri giorni, la vocazione turistica dell'area (dopo l'infelice scelta industriale cominciata dalla fine del 1800 e finita circa un secolo dopo).

In tempi recenti oltre all'attrattiva archeologica e paesaggistica, trova rilievo l'enogastronomia autoctona: l'agricoltura, il vino (come la Falangina, o il Piedirosso), la rinomata pesca (importante il mercato ittico) e le terme (già famose ai tempi dei Romani).

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