La Cicerchia dei Campi Flegrei
La cicerchia è un legume, già conosciuto ed apprezzato dagli antichi romani con il nome di Cicercula. Tramandata di generazione in generazione, essa è stata il sostegno fondamentale per le famiglie contadine del territorio flegreo, insieme ad altri tradizionali legumi secchi come le fave baiane, i fagioli bianchi ad occhietto e i piselli “santaroce”. La cicerchia é una pianta piuttosto rustica e nei Campi Flegrei si presenta spigolosa, di piccole dimensioni e con colorazioni che vanno dal grigio al marrone chiaro; viene seminata nel mese di gennaio e raccolta nei mesi di luglio - agosto. Non ha bisogno di cure particolari, cresce in condizioni difficili, anzi la mancanza di acqua le conferisce un sapore farinoso e gradevole.
Più complessa è la raccolta, ancora manuale. Infatti le piante vengono estirpate con tutte le radici, messe ad essiccare sull’aia e nelle ore più calde della giornata battute con l’antico attrezzo contadino, “o’ vivilo”, per la separazione del seme – la preziosa cicerchia - dai baccelli. Il materiale di risulta, baccelli e piantine secche, viene conservato con il tradizionale covone per essere usato come foraggio per gli animali nel periodo invernale, secondo l’antico principio contadino “tutto è prezioso ed utilizzabile” Con l’abbandono delle campagne anche la cicerchia stava andando nel dimenticatoio, ricordo di un periodo di fame e di stenti. Solo un piccolo gruppo di eroici contadini ha continuato a produrla, preservandone i semi e le tradizioni di coltivazione, insieme all’antico rustico e genuino sapore.
L’Associazione Campi Flegrei a Tavola e la famiglia Di Meo da circa quattro anni hanno iniziato a proporre in tutte le manifestazioni e degustazioni, questo delizioso legume, facendolo conoscere e riscoprire a giovani e meno giovani. Con MALAZE’ 2007, insieme ad un gruppo di ristoratori, abbiamo voluto proporla all’interno dei lori menù, nella speranza di creare quel circuito virtuoso che lega il prodotto al suo territorio e ne dà la sua riconoscibilità, con l’augurio di rinnovare la giovialità rievocata in un’antica canzone napoletana “Madama Cicerchia”, dedicata proprio al legume.