| |
Le varietà di pesce azzurro
Aguglia
Ecologia e distribuzione:
L’aguglia vive in profondità non lontano dalla costa ove si avvicina in banchi nei mesi primaverili ed estivi per riprodursi. Le uova di questo pesce si rinvengono sul fondo fissate, ad alghe o cime abbandonate, mediante dei sottili filamenti che si dipartono dalla capsula ovarica. Le uova hanno una forma sferica e possiedono un diametro di circa 3mm, così da essere considerate le più grandi tra i pesci Teleostei.
Modalità di Pesca:
Viene pescata sia con reti a strascico, che con reti verticali. In alcune località si usa ancora pescare questo pesce con la lenza innescata con novellame di acciuga, di sardina, o con frammenti di carne di sardina e, di notte, adoperando una particolare fiocina, dopo aver attratto i pesci con sorgenti luminose.
Valore economico:
Carni pregiatissime, tuttavia, la colorazione verde dello scheletro, dovuta, secondo alcuni ricercatori, ad una varietà di pigmento biliare (biliverdina), secondo altri, alla presenza di fosfato ferroso, ne scema, in alcuni paesi, notevolmente il valore economico.
Alice sperone
Ecologia e distribuzione:
L’alice è diffusa in tutto il Mediterraneo e vive in profondità (intorno ai 100-200m ). In primavera, si avvicina in banchi alla costa per riprodursi e deporre le uova. I sessi sono separati e le uova emesse e fecondate sono numerosissime e galleggianti; si rinvengono tra la superficie ed i 50 metri di profondità. Il novellame è noto come “bianchetto” (comune a tutto il pesce azzurro). Nello stadio di 30mm gli individui giovanili assumono già le caratteristiche morfologiche degli individui adulti, tanto che si può osservare la mascella inferiore che, in questa specie, è più corta della superiore.
Modalità di Pesca:
Da marzo a settembre la pesca è particolarmente proficua. Quest’ultima si effettua con reti a traino pelagiche (volanti), da posta, da circuizione (lampara o ciancialo), calate a profondità diverse, attirando i pesci con delle sorgenti luminose o, in alcune località, utilizzando una pasta a base di granchi che viene adoperata per innescare le reti.
Valore economico:
L’alice è la specie di pesce fresco più acquistata in Italia, ma è spesso commercializzata congelata, salata, sott’olio, in salsa e in pasta.
Allittirato
Ecologia e distribuzione:
Il tonnetto, così denominato poiché gli individui adulti non raggiungono il metro di lunghezza, è diffuso in acque tropicali e subtropicali, incluso il Mar Mediterraneo. Questa specie compie vaste migrazioni e si avvicina alla costa per riprodursi.
Si nutre di piccoli pesci pelagici (Clupeidi) e di crostacei planctonici.
Modalità di Pesca:
Si pesca in genere con reti da circuizione e da posta.
Valore economico:
E’ commercializzato congelato, affumicato, inscatolato, salato ed essiccato. Il più delle volte, questo pesce è venduto come tonno.
Pesce bannera
Ecologia e distribuzione:
Questa specie è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo. In Italia è piuttosto rara nell’Adriatico, mentre è comune nel Tirreno e nell’Ionio. Il pesce bandiera vive in profondità e si avvicina alla costa per riprodursi. Come per molte specie batifile (che vivono in profondità) le uova fecondate si possono raccogliere in tutti i mesi dell’anno e dunque l’emissione dei gameti è graduale e si estende a più di una stagione.
Modalità di Pesca:
Nello stretto di Messina la pesca del pesce sciabola è una antica tradizione; esiste infatti il mestiere di “spadularu”, pescatore di pesce sciabola che si tramanda da padre in figlio.
Si cattura con i palancari e gli individui giovanili sono pescati sui fondi arenosi con reti radenti o con reti da circuizioni.
Valore economico:
Le carni del pesce bandiera di color bianco-rosato sono commercializzate sia fresche che congelate. la freschezza di questo pesce si può valutare dalla compattezza delle carni che non devono rompersi al tatto. Solo negli ultimi anni, nel Golfo di Napoli, le carni di questo pesce sono divenute particolarmente apprezzate.
Palammeto
Ecologia e distribuzione:
La Palamita è una specie tipicamente pelagica e possiede abitudini gregarie. Nei mesi invernali vive in profondità; nei mesi primaverili ed estivi, invece, copiosi banchi si avvicinano alla costa per riprodursi. In questo periodi banchi di palamiti si rinvengono lungo le coste rocciose ed i promontori, in prossimità di un marcato gradino batimetrico.
Le Palamiti si alimentano soprattutto di alici, sardine, cefali ed aguglie.
Modalità di Pesca:
Si cattura con reti da posta (palamitara), con gli ami e con le lenze di superficie trainate. La presenza dei palamiti è segnalata dagli slanci in superficie delle sardine e delle alici (pesce azzurro di cui si nutre) che si agitano perché insediate dai loro predatori.
Valore economico:
Le carni di questo pesce, ritenute da molti esperti particolarmente gustose, non sono dappertutto ugualmente apprezzate e ricercate.
Sarda
Ecologia e distribuzione:
La sardina è una specie pelagica, diffusa soprattutto nel Mediterraneo occidentale. In autunno ed inverno vive a profondità maggiori, mentre è più vicina alla costa nel restante periodo dell’anno. Questi pesci hanno abitudini gregarie, vivono in banchi numerosi, compiendo sia migrazioni verticali che orizzontali.
La sardina si nutre di plancton vegetale e animale e si alimenta principalmente nelle ore serali. E’ a sessi separati e, nel Mediterraneo, la maturità sessuale è raggiunta nel secondo anno di vita. La riproduzione avviene in prossimità della costa e dura, in pratica, tutto l’anno, con un apice in inverno.
Modalità di Pesca:
In Italia la pesca professionale di questa specie è effettuata in Adriatico (in qual luogo si registra il 75% delle catture nazionali), ma è anche una delle specie più catturate nel Tirreno. La pesca si effettua con reti da traino pelagico (volanti) e da circuizione (ciancialo con lampara).
Valore economico:
Le carni di questo pesce possono essere gustate sia fresche che conservate sott’olio o sotto sale. Nel Golfo di Napoli le carni delle sardine non sono particolarmente apprezzate, mentre in Sicilia la pasta con le sarde è una ricetta locale tipica.
Lacerto
Ecologia e distribuzione:
Lo sgombro è una specie pelagica, comune in tutto il Mediterraneo, ed è ampiamente diffusa lungo le coste italiane. Questa specie si distribuisce dalla superficie fino alla profondità di 200-250m. In inverno, gli individui adulti vivono a profondità maggiori, mentre nei mesi primaverili ed estivi si portano in superficie e si avvicinano alla costa.
Gli individui giovanili hanno abitudini gregarie e migratorie, soprattutto durante il periodo riproduttivo e la riproduzione avviene da fine inverno a primavera, in prossimità della costa.
La dieta di questo pesce è composta principalmente da piccoli pesci e crostacei pelagici.
Modalità di Pesca:
La pesca viene effettuata, in modo professionale, durante tutto l’anno con reti da traino pelagico (volanti) e da circuizione.
Valore economico:
Lo sgombro possiede carni bianche, apprezzate sia fresche che salate. In alcune località le carni possono essere affumicate o conservate in olio e nel vino bianco. E’ normalmente presente sui mercati italiani ed è tra le 10 specie più acquistate dai consumatori del Sud Italia.
Castauriello
Ecologia e distribuzione:
Questa specie è da considerarsi assolutamente pelagica. I banchi di questi pesci, infatti, si rinvengono anche a notevoli distanze dalla costa e si avvicinano ad essa per riprodursi. Le costardelle hanno forti abitudini gregarie, formando banchi costituiti da molti individui spesso braccati da tonni e delfini. Le uova di questi pesci si rinvengono nelle acque del Golfo di Napoli nel periodo ottobre-dicembre. Esse sono galleggianti, di forma sferica ed abbastanza opache per la presenza di numerosi tubercoli distribuiti su tutta la superficie della capsula ovarica. Lungo le coste italiane questa specie è abbastanza diffusa ad eccezione dell’Adriatico settentrionale dove invece è molto rara.
Modalità di Pesca:
La costardella si avvicina in banchi numerosi alla costa, soprattutto nei mesi autunnali, ove è catturata con reti a strascico e con reti verticali che si dispongono in modo tale da circondare il banco di pesci. Una speciale rete a fonte detta “Costaurellara”, era utilizzata nel golfo di Napoli per la cattura di questi pesci.
Valore economico:
Carni molto pregiate, generalmente sono consumate fresche ma, talvolta, vengono conservate anche sotto sale.
Sauriello
Ecologia e distribuzione:
Il Sauro vive di preferenza a mezz’acqua, anche se gli individui adulti si rinvengono vicino al fondo.
La riproduzione avviene in tutti i mesi dell’anno, ma sembra che in Mediterraneo l’apice riproduttivo coincida con i mesi di aprile-giugno. Le uova emesse dalle femmine sono galleggianti, trasparenti e di forma sferica. na peculiarità dei giovani esemplari è quella di vivere sotto l’ombrello o addirittura nelle cavità genitali di due grosse meduse (Scifozooi), il polmone di mare (Rhizostoma pulmo) e la comune medusa marrone (Cotyloriza tuberculata). Alcuni ittiologi sostengono che gli individui piccoli utilizzerebbero l’ombrello delle meduse come riparo dai predatori e si allontanerebbero da esso solamente per la ricerca di cibo; secondo altri, invece, questi pesci si ciberebbero dei filamenti tentacolari di queste meduse, che sarebbero, dunque, non il loro rifugio, ma la loro fonte di alimentazione.
Modalità di Pesca:
La pesca si effettua soprattutto nei mesi estivi, con lenze, con reti a strascico e con quelle da circuizione, previo richiamo con sorgente luminosa.
Valore economico:
Carni buone sia fresche che marinate. Spesso viene confuso con lo Sgombro. |